Come vincere al Totocalcio

Ogni settimana gli italiani spendono milioni di euro per giocare al Totocalcio, certamente uno dei giochi d’azzardo più diffusi nel nostro Paese e in cui maggiore è la speranza di poter vincere. Ma quante persone giocano usando davvero una strategia vincente e non affidandosi al caso, come in una lotteria? In effetti, c’è chi considera questo gioco poco più di un passatempo e chi invece vi vede un investimento del proprio denaro, per cui – come vedremo – si affida alla matematica per ottenere i migliori risultati possibili, ovvero per giocare un sistema che massimizzi le probabilità di vittoria con il budget stabilito.

Il Totocalcio esiste sin dal 1946, quando il suo gestore di allora, la Sisal, propose il primo concorso nazionale basato sui pronostici delle partite del campionato di calcio. Nella sua forma attuale, gestita direttamente dallo Stato, il gioco consiste nel pronosticare sull’apposita colonna di una schedina il risultato finale di 13 partite, ponendo «1» per la vittoria della squadra che gioca in casa, «2» per la vittoria di quella in trasferta e «X» per il pareggio. Vincono premi coloro che indovinano tutti e 13 i risultati (e questo è il motivo per cui il 13 viene considerato, peraltro soltanto nel nostro Paese, un numero fortunato), o anche solo 12.

Il rendimento ed i “sistemi” non integrali

Tra i giochi d’azzardo, il Totocalcio è particolarmente interessante poiché gli eventi su cui si punta, i risultati delle partite di calcio, non sono equiprobabili (come del resto pure quelli delle corse di cavalli). Perciò i giocatori esperti hanno la possibilità di vincere con maggiore frequenza rispetto ai non esperti. D’altra parte, poiché l’Erario trattiene a priori il 63 percento della somma giocata, il rendimento medio del Totocalcio è di circa il 37 percento, cioè se per assurdo tutti gli scommettitori giocassero 100 euro e facessero contemporaneamente «tredici» riceverebbero un premio pari a 37 euro. Ma il rendimento medio è solo indicativo di quello che un giocatore si può effettivamente aspettare: i giocatori più bravi e competenti, infatti, possono realizzare un «tredici» o un «dodici» più spesso degli altri e avere così un rendimento molto più elevato rispetto a quello medio.

Il rendimento medio del Totocalcio è del 37%.

Per impostare il gioco con il massimo raziocinio, senza sprechi di denaro, il giocatore esperto investe i propri soldi nei cosiddetti «sistemi» non integrali: una selezione intelligente delle migliori colonne vincenti elaborata sulla base di un pronostico, che pur non garantendo con certezza assoluta una vincita ne aumenta enormemente la probabilità, a parità di capitale investito (si veda, in proposito, la la sezione seguente). Esistono ormai numerosi libri che illustrano i sistemi più efficaci per conseguire vincite frequenti e consistenti, con l’indicazione della probabilità di successo, del rapporto di riduzione (se si tratta di sistemi «ridotti») e del rendimento, ovvero del guadagno medio che ci si può attendere dal sistema stesso.

Utilizzando dei buoni sistemi, chi gioca al totocalcio può porsi, senza peraltro investire un capitale troppo rilevante, in condizioni di gioco «equo». Un gioco è equo quando a priori la probabilità di vincere è (almeno) pari al rischio di perdere. La condizione di gioco equo è, in effetti, quella che ciascun giocatore ragionevole dovrebbe esigere per partecipare a un qualsiasi gioco d’azzardo, dal «Testa o Croce» alla Roulette, dal Lotto al Baccarà. Poiché, come detto in precedenza, il rendimento del Totocalcio è in media del 37 percento, il gioco non è in generale equo, ma un giocatore esperto può ribaltare la situazione a suo favore.

Ponendosi in condizioni di gioco equo, il giocatore ha la possibilità di giocare per molto tempo senza che egli debba a priori attendersi una perdita, sebbene questa possa nella pratica verificarsi, come del resto una vincita. Ciò è importante perché, anche utilizzando sistemi più o meno grandi, l’obiettivo di realizzare un consistente «tredici» è assai difficile da realizzare in breve tempo. Pertanto il giocatore deve inizialmente possedere un capitale sufficiente affinché sia trascurabile il rischio che tale capitale si esaurisca prima che siano arrivati i successi sperati. Siccome questo capitale può essere elevato per una sola persona, molti giocatori preferiscono non giocare singolarmente bensì riunendosi in gruppi organizzati (non a caso, i premi più ricchi vengono di solito vinti dai gruppi di sistemisti).

Scommettere in gruppo nel Totocalcio può davvero aiutare a raggiungere l’obiettivo.

Come giocare un sistema vincente

Nel Totocalcio i veri candidati al successo sono i grandi sistemi, in pratica i pronostici che coprono con cosiddette giocate doppie («1, X» o «1, 2», etc.) o triple («1, X, 2») almeno 12 partite su 13, in quanto le giocate fisse («1», «X» o «2») rappresentano notoriamente la «tomba» dei sistemisti.

Ma consideriamo ora, per semplicità, un comune pronostico, o «sistema integrale», con 7 doppie e 5 fisse. Il numero integrale, completo, di colonne associate a questo pronostico considerando le varie possibili combinazioni dei segni giocati è di 128, che rappresentano le colonne da giocare. Infatti il numero N di tutte le possibili combinazioni, o colonne, di un sistema integrale è dato dalla formula:

N = 3 ^ Ntriple + 2 ^ Ndoppie

dove «^» è il simbolo di elevamento a potenza, Ntriple è il numero delle triple presenti nel sistema e Ndoppie è il numero delle doppie.

Pertanto un sistema con 12 triple e una doppia ha N = 312 + 21 = 531.433 colonne, mentre nel nostro caso citato prima N = 27 = 128 colonne. Supponiamo che esse siano troppe rispetto a quelle che avevamo in mente. Per ridurre il numero delle colonne possiamo allora, ad esempio, calcolare un sistema «ridotto», che in genere consente riduzioni del numero di colonne in un rapporto 1:9 o anche maggiore (da 128 colonne, quindi, possiamo scendere a 16, o anche meno).

Un sistema ridotto non è altro che un insieme di colonne opportunamente scelte tra quelle del sistema integrale in modo da garantire un «13» (nel caso fortunato che la colonna vincente sia una di quelle scelte per il sistema ridotto) o un «12» (nel caso che col nostro pronostico iniziale facciamo «13» ma la colonna vincente non sia tra quelle del sistema ridotto). La probabilità di fare un «13» è uguale al rapporto di riduzione, mentre quella di fare «12» è il complemento a 1 della probabilità di fare «13». Infine, in un sistema ridotto si possono talvolta ottenere più vincite: più «12» contemporaneamente, oppure un «13» e più «12».

Esistono in commercio numerosi programmi per computer che permettono di elaborare con pochi «clic» del mouse il numero desiderato di colonne da giocare, massimizzando la probabilità di vincita e sfruttando al meglio la tecnica sistemistica per ridurre il numero di colonne del sistema integrale (attraverso filtri statistici, condizioni sui segni, eccetera). In alternativa, possiamo giocare schedine già pronte proposte da ricevitorie o da giocatori esperti che usano grossi sistemi e, soprattutto, vantano una storia importante di vincite: in caso di vincita miliardaria, però, la cifra vinta sarà divisa fra tutti i giocatori di quella schedina.

Uno dei numerosi software che trovate su Internet per sviluppare un sistema ridotto.

Alcune osservazioni e curiosità

  • Per giocare al Totocalcio occorre avere, ovviamente, conoscenze calcistiche tali da poter tenere conto, nei pronostici, non solo della differenza nel giocare in casa o fuori (a parità di altri fattori, la vittoria, giocando in casa, è più facile da ottenere di una vittoria in trasferta), ma anche del diverso valore tecnico-agonistico e delle differenti condizioni atletiche e psicologiche delle squadre in schedina. Poiché in Italia gli esperti di calcio sono parecchi, per cui capita spesso, nel fortunato caso in cui si realizzi un «tredici», di dover dividere il premio con molti altri giocatori, una strategia che si può adottare è quella di pronosticare sempre un certo numero di risultati del tutto imprevedibili, in modo da cercare di essere gli unici (o quasi) a indovinare il «tredici».
  • Altri tre concorsi legati al calcio sono il Totogol, il Totosei e il TotoBingol. Il Totogol consiste nel pronosticare le 8 partite di calcio, fra le oltre 30 inserite in schedina, in cui si verificherà il numero più alto di reti. Si vince con l’8, con il 7 e anche con il 6. Nel Totosei si deve pronosticare, relativamente a 6 partite, il numero di gol che ciascuna squadra segnerà nel corso della partita stessa, marcando uno dei quattro segni «0», «1», «2», «M» per indicare, rispettivamente, 0, 1, 2 o più di 2 gol segnati. Si vince realizzando 6, 5 o 4 punti. Nel TotoBingol si deve pronosticare il minuto di realizzazione dei primi 4 e degli ultimi 3 gol, in qualsiasi incontro si verifichino delle prime 6 partite della schedina Totocalcio riferita alla medesima data. Si vince con il 7, il 6 e il 5.

La nuova schedina per giocare al Totocalcio e al Totogol.

Il Totocalcio, il Totogol, il Totosei e il TotoBingol non sono gli unici giochi gestiti o controllati, con un’attenta regia, dallo Stato italiano. La Formula 101, il Totip e la Corsa Tris, ad esempio, sono altri tre concorsi basati su pronostici sportivi, in particolare il primo sui risultati della Formula 1, gli altri due su quelli delle corse di cavalli. Si tratta però, in quest’ultimo caso, di concorsi che si prestano facilmente a truffe alterando l’esito della corsa, per cui il settore delle scommesse ippiche attraversa oggi una crisi profonda. Altri famosi giochi d’azzardo legalizzati sono quelli a estrazione, come il Lotto, il SuperEnalotto, le varie lotterie nazionali e il Bingo, tutti basati su eventi puramente aleatori quali sono le estrazioni di numeri. Il ricco «supermarket» dell’azzardo di Stato, infine, è completato dal Gratta e Vinci, un tipo di lotteria in cui a scoprire i numeri è il giocatore stesso.

 

Per saperne di più

  • Ron Colman, Gioca e vinci al totocalcio, Meb, Padova, 1991.
  • Aldo Fioravanti, Fernando Giunti, Vincere al totocalcio, Mursia, Milano, 1981.
  • Ennio Peres, Febbre da gioco, Avverbi, Roma, 2000.

Leave a Reply