Come rendere visibili le tracce biologiche

Una cosiddetta “luce nera” produce lunghezze d’onda di luce ultravioletta che vanno da circa 315 a 400 nanometri, il che può rendere visibili all’occhio umano alcune macchie altrimenti invisibili. Le onde ultraviolette reagiscono con una varietà di composti – tra cui vitamine del gruppo B, clorofilla e chinino, sangue, urina, saliva e sperma – che fanno brillare le loro molecole in blu, verde e altri colori. Alcune lunghezze d’onda visibili e infrarosse permettono di evidenziare altre tracce biologiche, facilitando la ricerca di prove importanti, come ad esempio i profili del DNA degli autori di crimini e delitti.

Infatti, su una scena del crimine l’investigatore scientifico può restringere le posizioni specifiche per la raccolta delle macchie invece di testare interi pezzi di grandi dimensioni alla ricerca di prove, come ad esempio un materasso, un tappeto, un foglio, un capo di abbigliamento, etc. Considerando che un profilo genetico sui fluidi corporei può risolvere casi criminali importanti con l’avvento e disponibilità di sistemi di tipizzazione del DNA, tante più tracce di fluidi corporei si possono rivelare e meglio è.

Più potente è la tua sorgente luminosa e più lunghezze d’onda ha, più sono le prove che scoprirai. Sebbene il sangue non si illumini nell’intervallo visibile, ha una lunghezza d’onda unica sotto la quale la macchia di sangue si oscurerà per migliorare il suo contrasto di circa 4 volte. Ciò è un metodo più efficace nel fotografare semplicemente le impronte di sangue in luce visibile, perché un maggior dettaglio delle impronte di sangue sarà rivelato grazie al contrasto migliorato.

Una sorgente di luce appropriata

La “luce nera” emessa dalle lampadine e dai tubi che emettono un colore viola intenso è una lunghezza d’onda invisibile della luce con qualità UV. Quando la luce lascia la sorgente, i fotoni possono colpire determinati materiali, rilasciando altri fotoni ad altre lunghezze d’onda che fanno brillare determinati oggetti e sostanze. Quando il filamento è acceso, le lunghezze d’onda UV più lunghe bypassano il vetro e non vengono filtrate dalla colorazione scura: ciò è il motivo del colore viola e blu della luce.

La luce nera emessa da alcune lampade UV-A, una da 15 W e una da 8 W portatile a batteria. Puoi trovare vari tipi di lampade similari, dette lampade di Wood, qui.

Attualmente, ci sono tre livelli di lampade UV disponibili al pubblico: UV-A (da 315 nm a 400 nm), UV-B (da 280 nm a 315 nm) e UV-C (da 100 nm a 280 nm). Come accennato all’inizio, la “luce nera” ultravioletta è quella associata a lunghezze d’onda che vanno da circa 315 a 400 nanometri, pertanto è prodotta dalle lampade UV-A. Occorre fare dunque molta attenzione nella scelta della sorgente di luce ultravioletta, anche perché quella UV-B – e, in particolare, la UV-C – sono assai più pericolose per occhi e pelle.

In pratica, dovete cercare su Google, o nei negozi fisici, una “lampada di Wood” – o, equivalentemente, a luce nera (o Black light) – che è una lampada che emette luce ultravioletta a onde lunghe (UV-A) e poca luce visibile.  Questo tipo di lampada, che reca la sigla “BLB”, ha un materiale filtrante viola o sul bulbo o in un filtro di vetro separato nell’alloggiamento della lampada, che blocca la maggior parte della luce visibile e consente il passaggio degli UV -A, per cui ha una luce viola fioca durante il funzionamento.

Le varie lunghezze d’onda della luce visibile, dell’ultravioletto e dell’infrarosso.

Sebbene la maggior parte dei fisici tendono ad essere d’accordo sul fatto che un’esposizione limitata alla luce nera non causerà probabilmente danni, i recenti studi hanno mostrato gli effetti sulla salute delle luci UV. L’esposizione a lunghezze d’onda UV, inizialmente ritenute sicure perché non ionizzanti, è stata collegata a possibili crescite di melanoma maligno. Sebbene non siano stati condotti studi per riprodurre questo effetto sull’uomo, è suggerita un’esposizione limitata a tali luci.

L’illuminazione emessa da una luce nera è simile alla luce del sole, perciò è considerata innocua per gli occhi a meno che non si fissi la fonte senza protezione per un periodo prolungato, causando danni permanenti alla retina comunemente definiti “cecità da neve”. Invece, il limite di 8 ore segnalato dai medici per l’esposizione della pelle a una luce nera (60 joule/metro) viene raggiunto, da una lampadina media da 40 watt (che produce 40 j/s), entro appena mezz’ora di tempo o meno.

Si noti che una cosiddetta “fonte di luce forense” è invece costituita da una potente lampada contenente non solo l’ultravioletto, ma anche componenti visibili e infrarosse della luce. Quindi filtra la luce in bande di colore (lunghezze d’onda) individuali che migliorano la visualizzazione dell’evidenza tramite tecniche di interazione della luce che includono la fluorescenza (la prova si illumina), assorbimento (le prove si scuriscono) e illuminazione obliqua (rivela prove costituite da piccole particelle).

Una tipica torcia forense regolabile con luce emessa a varie lunghezze d’onda.

In generale, quindi, le fonti di luce forense e alternata emettono luce ultravioletta ad alta intensità, visibile e infrarossa. L’esposizione a questi tipi di radiazioni, anche riflesse o diffuse, può provocare lesioni gravi e talvolta irreversibili agli occhi e alla pelle. Non puntare mai la luce in questione su persone. Non guardare mai direttamente la fonte di luce o le parti ottiche di uno strumento. Indossa sempre una protezione adeguata per gli occhi e la pelle quando usi una fonte di luce forense o alternata.

Dunque, se usi una fonte di luce di una certa lunghezza d’onda, dovrai dotarti degli occhiali di protezione adeguati per quella data banda. Qui sotto troverai una tabella utile in tal senso, che riporta, per ogni tipo di indizio, la lunghezza d’onda da usare e il tipo di occhiali da indossare:

Tipo di luce e occhiali da usare per la ricerca dei vari indizi sul luogo di un crimine.

Tracce visibili con la “luce nera”

Quelli elencati qui sotto sono solo alcuni dei composti biologici e non che saranno fluorescenti nell’ambiente sotto la luce nera. I lettori sono incoraggiati a sperimentare, a provare diverse lunghezze d’onda su diverse superfici. Potresti essere decisamente sorpreso da ciò che troverai. L’uso di questi strumenti di indagine è limitato solo dall’immaginazione dello sperimentatore.

Residui di sangue

I residui di sangue possono comparire sotto la luce nera anche quando il sangue è stato lavato via. Il sangue non si illumina sotto una luce nera, ma reagisce con una sostanza chimica che crea fluorescenza, quindi può essere rilevato dopo questa reazione utilizzando la luce ultravioletta in una scena del crimine. Le macchie di sangue sotto la luce ultravioletta sembrano circa 4 volte più scure del normale, quasi nere.

Tracce di sangue rivelate ai raggi UV dopo la reazione con il luminol.

Tuttavia, recenti studi hanno mostrato che le tracce di sangue in vari materiali vengono eliminate completamente quando vengono lavate con detergenti contenenti ossigeno attivo. In tal caso, il  sangue non può essere rilevato neppure dai vari reagenti oggi utilizzati in medicina legale, come ad esempio il luminol, il fenoftalene oppure il test dell’emoglobina umana.

Urina umana o animale

La luce nera illumina le macchie di urina, il che è utile se senti odore di urina di gatto o di cane nella tua casa ma non riesci a individuare da dove proviene l’odore. In realtà è un buon modo accertarsi che un bagno o una stanza d’albergo siano davvero puliti. L’urina ha una brillante luce gialla o giallo-verde quando viene illuminata dalla luce nera. L’urina di gatto, in particolare, emette luce brillante sotto la luce UV. L’urina si illumina sotto una luce nera principalmente perché contiene l’elemento fosforo.

Tracce di urina di cane rivelate dalla luce ultravioletta.

Saliva, sperma e fluidi vaginali

Dato che i fluidi corporei come lo sperma, la saliva ed i liquidi vaginali sono naturalmente fluorescenti, l’uso di una fonte di luce UV nera offre un metodo unico per la loro localizzazione. Le macchie di sperma, fluidi vaginali e saliva si illuminano di un giallo brillante o di un giallo-verde sotto la luce ultravioletta. Tuttavia, anche i vestiti e le lenzuola risplenderanno e ostacolare il rilevamento delle prove. È quindi necessario sintonizzare delle lunghezze d’onda più lunghe per eliminare l’interferenza di fondo.

Sostanze varie e alimenti

La vaselina emette un brillante colore blu sotto una luce fluorescente. Il fungo che causa il piede dell’atleta si illumina di arancione. Risplendono alla luce nera anche le macchie sulle banane, la clorofilla, evidenziatori e batuffoli di cotone, detersivi e detergenti, molti cosmetici, varie plastiche, la carta bianca, le banconote, alcuni francobolli, alcune vitamine e certi minerali e gemme. Fra gli alimenti, sono fluorescenti la curcuma (una spezia), l’olio d’oliva, l’olio di canola, il miele, l’acqua tonica ed il ketchup.

La ricerca di impronte digitali

L’applicazione primaria della luce forense consiste nel migliorare il rilevamento delle impronte digitali latenti, dato che queste impronte sono il cuore delle indagini criminali, perché ognuno di noi ha una serie unica di impronte che rimangono invariate per tutta la durata della propria vita. L’uso di processi di intensificazione fluorescente che si basano su un’opportuna fonte di luce aumenta notevolmente i tipi di superfici da cui un’impronta digitale latente può essere rilevata.

Considera le difficoltà di spolverare e sollevare un’impronta dalle seguenti superfici: sacchetti di plastica sottili, nastro adesivo rigido, sottile foglio di alluminio, legno a grana grossa, muro di cemento, mattone, pagine di riviste su carta lucida, prodotti di carta, etc. Con l’uso dei metodi tradizionali, le prove costituite dalle impronte digitali su questi e su altri tipi di superfici possono passare inosservate o addirittura venire abbandonate perché non possono essere rilevate con abbastanza dettagli.

La luce ultravioletta aiuta anche nella ricerca di impronte digitali.

Le tecniche di fonte di luce forense sono state utilizzate con successo per rivelare impronte digitali latenti su questi e molti altri tipi di superfici, su sfondi che mascherano i dettagli delle creste, sulle superfici fragili e contaminate. Sono richieste lunghezze d’onda diverse per esaminare diversi tipi di superfici, rendendo una fonte di luce forense sintonizzabile o con più lunghezze d’onda uno strumento decisamente ambito per ogni investigatore della scena del crimine.

In molti casi, anche la superficie dello sfondo risplenderà sotto l’illuminazione della sorgente luminosa. In questi casi, è necessario sintonizzarsi su una lunghezza d’onda della luce che faccia sì che l’impronta – e non lo sfondo – risplenda. Perciò, sarà necessario fare un po’ di esercizio. Ad ogni modo, poiché oli e residui si trovano in genere nella pelle, le impronte digitali sono facilmente trasferibili dalle persone su quasi tutte le superfici che si toccano. Come possiamo rilevarle con la luce nera?

L’utilizzo della luce nera con polveri o soluzioni fluorescenti aiuta a far risaltare le impronte e consentire loro di essere fotografate. Spruzzate o immergete l’oggetto con possibili impronte in una soluzione fluorescente per cinque secondi o due minuti, a seconda della soluzione. Una buona scelta per le luci nere standard sono ardrox, basic yellow 40 e thenoyl europium chelate, perché reagiscono a luci ultraviolette a lunghezza d’onda più basse. Seguite poi le istruzioni specifiche per la sostanza chimica usata.

A questo punto, abbassa la luce ambiente. Indossa gli occhiali protettivi per raggi UV. Fai brillare la luce nera sull’oggetto per cercare le impronte digitali. Esse dovrebbero brillare dalla reazione tra la soluzione fluorescente e la luce nera. Posiziona il filtro giallo o 2-A per la protezione dalla nebulosità sulla tua fotocamera per migliorare i dettagli. Fotografa le impronte in dettaglio per un’analisi successiva.

Tracce rivelabili con la “luce forense”

Vi sono altre tracce di interesse per un investigatore che sono rivelabili con una sorgente luminosa forense sintonizzabile, che tuttavia di fatto risulta acquistabile solo dai professionisti, dati i prezzi notevolmente elevati anche sui siti internazionali di e-commerce. Eccone alcune:

Capelli e fibre

Due metodi di illuminazione con la luce possono essere impiegati per localizzare capelli e fibre con una fonte di luce forense. Il primo prevede l’illuminazione, obliqua o parallela a una superficie come un pavimento o un tappeto, con una forte luce bianca (più è potente, meglio è), che rivelerà piccole particelle come capelli e fibre per la raccolta. Il secondo, sfrutta il fatto che alcuni capelli e fibre si illumineranno con luce UV o blu e si distingueranno fortemente per la raccolta.

Ricerca di capelli e fibre con fonte di luce forense con filtro CSS.

Contusioni, segni di morso, ferite

Le fonti di luce forense possono rivelare lividi e ferite mostrando dettagli che sono invisibili sotto la normale illuminazione bianca leggera. I dettagli di un livido nel palmo della mano di un sospetto possono collegare il sospetto a un’arma. Inoltre, i dettagli di un livido su una vittima – per esempio, un segno di morso o un segno di scarpa – possono collegare un sospetto alla vittima.

Sono necessarie lunghezze d’onda multiple, perché i diversi colori penetrano a diverse profondità all’interno della pelle e quindi, a seconda della profondità del livido o ferita, sarà necessario variare la lunghezza d’onda dello strumento. Le ferite profonde ferite potrebbero richiedere l’illuminazione a infrarossi per avere abbastanza penetrazione cutanea.

Residui di colpi di pistola o esplosivi

Esistono molti diversi tipi di residui, trovati in munizioni ed esplosivi, che risultano fluorescenti. Utilizzando una fonte di luce forense sintonizzabile, le osservazioni possono essere fatte sugli articoli sospetti senza toccare la superficie, per vedere se sono presenti residui fluorescenti.

Inoltre, la scansione di tutti gli indumenti dell’osservatore dopo uno sparo aiuta ad identificare da dove viene il colpo e chi sia il tiratore, a causa del materiale eiettato dalla canna della pistola quando si spara. Gli stessi residui di materiale eiettato possono apparire anche nelle mani dello sparatore e collegarlo al fucile o alla pistola che ha sparato o ad altra arma da sparo utilizzata.

Residui di un colpo di pistola visibili sotto varie forme.

Documenti analizzati

Gli inchiostri hanno differenti formulazioni, anche all’interno dello stesso colore visibile apparente. Una sorgente luminosa forense sintonizzabile può essere dunque utilizzata in modo proficui per identificare delle lievi variazioni nell’inchiostro, mostrando le risposte dell’inchiostro stesso quando il colore della luce è sintonizzato attraverso il visibile e la regioni degli infrarossi.

Indipendentemente dall’abilità del falsario, questo esame rivelerebbe che sul documento sono state utilizzate due penne diverse. In genere, la visualizzazione delle prove avviene nell’infrarosso, e richiede l’uso di pellicole sensibili agli infrarossi oppure di una foto- o videocamera digitale con sensibilità IR.

Frammenti di ossa umane, impronte di pneumatici o scarpe, droghe, etc.

Le fonti di luce forense si possono usare per tante differenti applicazioni. Quelli elencati in questo articolo sono soltanto alcuni dei composti che saranno fluorescenti nell’ambiente. I lettori appassionati di tal argomento sono pertanto incoraggiati a sperimentare, a provare diverse lunghezze d’onda su diverse superfici. Potresti essere davvero sorpreso da ciò che trovi.

Le sorgenti di luce ultravioletta o infrarossa vanno usate sotto la supervisione di un adulto.

Leave a Reply