Cercare meteoriti con il metal detector

Il trovare meteoriti non è certo un’impresa facile. La fortuna, l’esperienza e l’“occhio” aiutano molto chi decide di andare a caccia di questi reperti armato solo di un potente magnete. Ma, se si vuole avere una qualche garanzia di trovare qualcosa, occorre utilizzare attrezzature più sofisticate ed efficienti, come ad esempio il metal detector, che ha un raggio d’azione maggiore di un semplice magnete ed è in grado di individuare anche oggetti metallici situati in profondità nel terreno. Ecco come possiamo così avvicinarci a uno degli hobby più divertenti che si possano praticare all’aria aperta.

Se pensate che trovare una meteorite sia un’impresa impossibile, sappiate che l’italiano Matteo Chinellato, diventato in pochi anni uno dei maggiori collezionisti e “scambisti” di meteoriti a livello internazionale (clicca qui per visitare il suo sito web), quando era più giovane e non aveva neppure l’auto, dalle sue parti ne ha scoperte ben due piuttosto importanti a livello italiano – chiamate Tessera 1 e Tessera 2, dal nome della località vicino Venezia in cui vive – proprio grazie al metal detector.

Conobbi Matteo nel 2004, e lo aiutai molto volentieri a divulgare l’argomento. Ai tempi della laurea, infatti, mi occupavo di argomenti affini: la mia tesi aveva riguardato gli asteroidi, che sono i progenitori delle meteoriti. Si trattava di un tema fino a una trentina d’anni fa poco conosciuto al grande pubblico, ma di grande presa sul di esso – in fondo le meteoriti sono oggetti affascinanti, perché provenienti da molto lontano – tant’è che Matteo stesso è stato invitato più volte in trasmissioni televisive.

Matteo mentre mostra orgoglioso la sua collezione privata di meteoriti. (fonte: M. Chinellato)

La ricerca di meteoriti con il metal detector è una forma di utilizzo di questo strumento che è al tempo stesso interessante e potenzialmente remunerativa: infatti le meteoriti trovate valgono, sebbene quelle ferrose non siano certamente preziose quanto quelle non ferrose e, tantomeno, quanto quelle lunari o marziane. D’altra parte, le meteoriti nichel-ferro, essendo ferromagnetiche, molto dense e pesanti per le loro dimensioni, sono fra le più facili da identificare per un dilettante.

L’attrezzatura del cercatore di meteoriti

Per le prime ricerche di meteoriti contenenti al loro interno metalli “ferromagnetici” occorre munirsi necessariamente di un magnete potente, meglio perciò se al neodimio o altre terre rare, con il quale, attaccandolo a un filo e andando in giro su un terreno, si potranno scoprire solo le eventuali meteoriti che si trovano in superficie. Lo stesso magnete, naturalmente, sarà utilizzabile anche per testare un campione che riteniamo, “a occhio”, possa essere una meteorite ferrosa.

Un altro strumento indispensabile per il cercatore di meteoriti è una piccola lente con un ingrandimento di 10×, cioè di 10 volte, per osservare meglio la superficie del pezzo in esame. Questa lente da 10× permette di scoprire alcuni dei segni distinguibili e caratteristici di una meteorite, come tracce di fusione, particelle di metallo sulla superficie, tracce di crosta, eccetera. Lenti di questo tipo si possono acquistare sia nei negozi di forniture per orafi e gemmologi sia in negozi di minerali.

Sarà inoltre utile munirsi di qualche altro oggetto: una macchina fotografica per documentare le fasi del recupero e immortalare il luogo in cui è avvenuto; un quaderno per le annotazioni da fare direttamente sul campo; una bussola per individuare il nord e indicarlo, magari, su uno schizzo della zona del recupero; e, infine, una spazzola, un pennello, alcuni sacchetti di plastica ed etichette per poter pulire e catalogare i reperti rinvenuti, ed una piccozza per rimuovere da sottoterra eventuali pezzi rivelati dal metal detector.

Alcuni tipici attrezzi che un cercatore di meteoriti porta con sé.

Ma lo strumento primario del cercatore di meteoriti dilettante è, oggigiorno, il metal detector, letteralmente “rivelatore di metalli”, o cercametalli: un apparecchio che all’inizio della propria attività di ricerca di meteoriti non è indispensabile ma che lo diventa quando, dopo aver mosso i primi passi in questo campo, affascinati dalle prospettive di scoperta che si schiudono avendo a disposizione uno strumento del genere,si decide di fare il classico “salto di qualità”.

Un tipico metal detector si compone di due bobine di ricerca (una trasmittente e una ricevente, contenute nella testa piatta di forma rotonda, o piattello) e di una lunga impugnatura e di un cavo elettrico che collegano la bobina al pannello di controllo. La bobina trasmittente crea un campo elettromagnetico che subisce delle variazioni quando incontra un oggetto metallico. La bobina ricevente percepisce tali variazioni e le trasforma in un segnale sonoro ascoltabile tramite un altoparlante o una cuffia.

Le variazioni del campo elettromagnetico indotte da un oggetto metallico dipendono dalla sua conduttività e dalla sua forma e grandezza. Così un sistema elettronico permette, in molti modelli, di non rivelare (o di segnalare in modo diverso) gli oggetti non desiderati, discriminandoli sia per tipo di materiale sia per dimensioni, specializzando quindi le operazioni di ricerca. Poiché i primi oggetti a non essere rivelati alzando la soglia della “discriminazione” sono proprio quelli ferrosi, tale soglia dovrà essere impostata sul valore minimo.

Nella scala di conduttività dei metalli, al gradino più basso troviamo il ferro arrugginito – che perciò risulta il più facile da discriminare – seguito in una posizione intermedia da ghisa, alluminio, oro (18 e 24 carati) e piombo. L’alta conduttività è caratteristica del ferro poco ossidato, del rame, del bronzo, dell’ottone, dell’oro a 14 carati e dell’argento. Tuttavia la mineralizzazione del terreno, che influenza direttamente il campo elettromagnetico del cercametalli e con il passare del tempo la composizione chimica dell’oggetto, rende quasi impossibile il riuscire a riconoscere (a parità di forma e dimensioni) i vari tipi di metalli situati all’interno delle suddette fasce di conduttività.

Come ulteriore strumento tecnologicamente sofisticato utile nel corso delle ricerche (per chi non ha problemi di budget), si può consigliare l’acquisto di un navigatore satellitare portatile – il cosiddetto GPS – per poter identificare le coordinate geografiche esatte del luogo in cui si devono compiere le ricerche o in cui è stato effettuato il recupero. Esso è prezioso quando si tratta di ritrovare un determinato posto o di prendere nota dell’area già esplorata. Lo si può comunque sostituire con carte geografiche altamente precise del luogo che ci interessa, tipo quelle militari, dove le coordinate sono sempre indicate.

Un GPS, anche se su smartphone, è uno strumento utile per chi va a caccia di meteoriti.

Come scegliere il metal detector

Inventato nel 1932 e usato durante la Seconda guerra mondiale per scovare le mine interrate, il metal detector è oggi usato (nella sua versione portatile) da dilettanti e da professionisti di tutto il mondo per molti scopi: ricerca di beni archeologici, ricerca di oggetti di valore smarriti dai turisti, ricerca di targhette di riconoscimento o di altri oggetti di soldati caduti in guerra, bonifica di spiagge e terreni, e così via. In Italia esiste dal 1996 addirittura una rivista interamente dedicata a questi argomenti: Metal Detector, il cui sito è www.metaldetector.it.

La scelta del metal detector è molto importante, e merita quindi una cura particolare. Gli apparecchi più sofisticati sono quelli multifrequenza, cioè che possono lavorare a più frequenze e identificare con discreta approssimazione il tipo di metallo; i restanti apparecchi sono monofrequenza. Un apparecchio che lavori a una “normale” frequenza compresa tra i 7 e i 18 KHz (chilohertz) è adatto per chi cerca oggetti delle dimensioni di monete o anellini. Per la ricerca di oggetti grandi e profondi occorre andare a frequenze più piccole, mentre per cercare oggetti piccolissimi occorre andare su frequenze maggiori (ma il rovescio della medaglia è che in questo caso si “perdono” gli oggetti grandi e profondi).

La ricerca delle meteoriti si effettua muovendo il piattello parallelamente al terreno e a pochi centimetri da esso, a una velocità di circa 50-100 centimetri al secondo. Quando si arriva in prossimità di un oggetto che contiene anche solo una minima quantità di metallo, l’oscillazione della bobina a frequenza variabile genera un segnale sonoro che aumenta avvicinandosi all’oggetto e diminuisce allontanandosi. Una volta rivelato il segnale, muovendo più lentamente il piattello sul punto dove il segnale è maggiore si può delimitare l’area di ricerca o di scavo.

Il parametro principale da considerare per l’acquisto di un metal detector è la sensibilità. Più lo strumento è sensibile e maggiore è la profondità alla quale si possono scoprire oggetti metallici e più alto, purtroppo, è anche il prezzo. Ad esempio, potete trovare una vasta scelta di modelli di metal detector per la ricerca di oro e metalli adatti per tutte le “tasche” qui.

Comunque un cercametalli di fascia media, che costa meno di 500 euro è già sufficiente per i nostri scopi, mentre uno strumento molto economico – intorno ai 150 euro – può localizzare solo oggetti molto grossi o assai poco profondi.

Un sofisticato metal detector di un marchio famoso ed il suo display. Potete trovare metal detector con un ottimo rapporto qualità/prezzo per la ricerca di oro e metalli qui

Occorre inoltre tenere presente che, con i piattelli standard di 20-25 centimetri di diametro (pari a 8-10 pollici) di cui sono dotati di serie i metal detector, non si riescono comunque a rivelare oggetti – anche molto grandi – a più di 80 centimetri di profondità; mentre una vecchia moneta da 200 lire di solito non viene rilevata a più di 35 centimetri “in aria”, una distanza che quando l’oggetto è sotterrato si riduce in proporzione al grado di mineralizzazione del terreno.

Infatti i minerali dispersi nel suolo, oltre a produrre falsi segnali, ostacolano la penetrazione nel terreno delle onde elettromagnetiche. Per questo motivo, i moderni metal detector in commercio hanno un circuito elettronico che “legge” continuamente la mineralizzazione del terreno e si regola di conseguenza.

L’importanza del “dove” cercare

Lo “strumento” più importante di tutti, però, è sicuramente… la pazienza. La ricerca, infatti, la maggior parte delle volte darà esito nullo. Tuttavia, continuando ad andare avanti con perseveranza anche in assenza di risultati capiterà, prima o poi, la volta buona e pure voi farete la vostra prima scoperta.

Ricordatevi che non è il metal detector che permette di trovare una meteorite, ma il luogo in cui si cerca. La scelta del posto in cui cercare è fondamentale. Occorre evitare accuratamente discariche e posti molto “inquinati” (vecchi cortili, parchi, vigneti, etc.), dove trovereste linguette di lattine, bulloni, chiodi e altri oggetti simili a volontà. Inoltre meglio tenersi alla larga dai luoghi pianeggianti vicini a fiumi o torrenti, dove eventuali meteoriti potrebbero essere sepolte sotto metri di terreno alluvionale.

Preferire, piuttosto, zone vergini, cioè luoghi non inquinati e che abbiano conservato la loro terra originaria. Questi ultimi comprendono anche i terreni arati, dove la terra è stata già rivoltata migliaia di volte ma soltanto a livello superficiale: cioè all’incirca per un 15-20 centimetri, una profondità senza dubbio alla portata di un cercametalli di fascia media. In effetti la ricerca nei prati, nei boschi e nei campi, oppure in zone aride e prive di vegetazione, è in genere quella che dà i risultati più interessanti.

Alcuni frammenti di una meteorite ferrosa trovati in Cina. (fonte: Wikipedia)

Questo perché nelle zone temperate, ricche di copertura vegetale, le meteoriti sono nascoste dalla vegetazione e inoltre l’umidità tende ad alterarle, rendendole irriconoscibili o addirittura distruggendole in tempi dell’ordine delle decine o centinaia di anni. In una zona densamente abitata è più facile che una meteorite venga trovata; ma d’altro canto, se gli abitanti del luogo non hanno una cultura adeguata, è probabile che essa non venga riconosciuta e quindi raccolta. Per tale motivo, ad es. una grossa pietra messa da un contadino al margine del proprio campo coltivato potrebbe essere una potenziale meteorite.

Se avete l’opportunità di andare all’estero, allora potrete trovare luoghi ancora più adatti alla caccia alle meteoriti. Innanzitutto sono indicati i posti in cui sono cadute meteoriti note, che sono già stati esplorati da altri ma dove c’è senza dubbio ancora materiale da scoprire. Poi sono indicati i deserti (in particolare le dune sabbiose), dove la rarità delle piogge ha eroso meno i frammenti, che si trovano proprio in superficie, ben visibili. Infine sono indicati i luoghi in prossimità di crateri da impatto conosciuti, che in passato sono stati la fonte di migliaia di campioni.

Le regole di buon comportamento

Quando si utilizza il metal detector per cercare le meteoriti (o, eventualmente, altri tipi di oggetti), per evitare problemi di qualsiasi natura e per mantenere, al tempo stesso, la “buona fama” di questo hobby presso il pubblico, bisogna sempre fare molta attenzione a ciò che si fa e rispettare alcune semplici regole di buon comportamento, che sono le seguenti:

  • non introdursi mai in terreni o fondi privati senza aver prima ottenuto il permesso dal proprietario;
  • rispettare sempre la campagna: non lasciare mai cancelli aperti, non danneggiare i raccolti e le colture in atto;
  • portare sempre ogni oggetto archeologico trovato al più vicino Ufficio di Soprintendenza alle Antichità; chi trova un oggetto antico avrà un rimborso del 50 percento sulla stima del valore di quell’oggetto da parte dello Stato, se il ritrovamento è stato fatto in un terreno demaniale; se invece il terreno è privato, tale cifra andrà divisa a metà con il proprietario del fondo, purché la ricerca sia stata fatta col suo permesso;
  • se si trovano oggetti di valore, consegnarli all’autorità comunale del luogo in cui li si è trovati; se nessuno ne reclamerà la proprietà dopo un anno e un giorno, le leggi italiane stabiliscono che se ne diventerà i legittimi proprietari;
  • evitare ogni zona vincolata da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali, a meno che non si abbia un permesso scritto; ricordarsi però che, ad eccezione delle aree tutelate, nessuna legge vieta l’uso del metal detector;
  • ricoprire sempre i fori d’estrazione e le buche che sono state effettuate nel terreno;
  • non gettare mai a terra gli oggetti metallici trovati (tappi, chiodi, etc.), bensì raccoglierli e gettarli nei contenitori d’immondizia, aiutando così a mantenere pulita la campagna;
  • prestare molta attenzione a tutto ciò che abbia l’aria di essere un residuato bellico; nel caso si trovino simili oggetti, non toccarli e avvisare subito le autorità competenti;
  • ricordare che chiunque esca per andare a caccia di qualsiasi tipo di oggetti con un cercametalli è una sorta di “ambasciatore” di quest’hobby; non fare perciò nulla che possa gettare discredito su di esso e su chi lo pratica.

Vorrei soffermarmi sul penultimo punto, quello dei residuati bellici. Nella malaugurata ipotesi che vi troviate a dover fare i conti con simili oggetti, non azzardatevi a toccarli: piuttosto, lasciateli lì dove si trovano e avvertite subito la Polizia di Stato o i Carabinieri, che dopo un sopralluogo provvederanno a far arrivare sul posto gli artificieri. Fino a che le forze dell’ordine non giungono sul posto, presidiate la zona in modo da evitare che altre persone incuriosite vadano a toccare l’oggetto.

Comportatevi con molta cautela se per caso trovate qualcosa di sospetto.

Se andate a compiere ricerche in zone dove ci sono stati grandi scontri o battaglie durante la Prima o la Seconda guerra mondiale – quindi in luoghi ad alto rischio – e se il vostro metal detector inizia a darvi un forte segnale di oggetto metallico, non scavate con la piccozza, se non volete rischiare di dare un bel colpo all’ordigno e di farlo così esplodere, con tutte le conseguenze del caso sull’incolumità vostra e altrui.

In una simile circostanza, usate per scavare solo la paletta e, in ogni caso, scavate sempre lentamente, senza fretta. Se vi accorgete che – per vostra sfortuna – si tratta di una bomba, fermatevi subito e non proseguite lo scavo, onde evitare di toccare inavvertitamente la spoletta dell’ordigno o di provocarne un movimento, sia pure in modo del tutto indiretto e involontario.

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